Bosco della Ficuzza - Un bosco da salvaguardare

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Bosco della Ficuzza - Un bosco da salvaguardare

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martedì, 31 maggio 2005

Dal sito del wwf:

Grande successo della Marcia per Ficuzza

Marcia Ficuzza 1
Circa tremila persone hanno marciato sulla SS 118 fino al borgo di Ficuzza per dire NO al prossimo inizio dei lavori di “ammodernamento” di un lotto di sei km su un totale di sei lotti, quattro bocciati dalla Soprintendenza e Azienda Foreste e uno, il cosiddetto by-pass di Marineo, bocciato dalla Regione.>>>
 


Una partecipazione veramente imponente in una giornata calda che invitava ad andare al mare! Dietro le bandiere del WWF, di Italia Nostra, LIPU, CAI, Sicilia Antica, Legambiente, Sinistra Ecologista, Verdi, CGIL, CIA un corteo variopinto e lunghissimo chiuso sa oltre duecento scout dell’AGESCI: cittadini locali e provenienti dai comuni vicini, associazioni come La Comune di Marineo, moltissimi palermitani, uomini politici ed amministratori; i sindaci di Bolognetta e Villafrati in testa al corteo.
Una grande manifestazione terminata davanti alla palazzina di caccia per fare una sola domanda al Sindaco di Corleone, paladino di quest’opera insensata.

Perché si insiste tanto?
Il collegamento fra Corleone e Marineo è stato suddiviso in sei lotti:
- Il tratto fra Bolognetta e Ponte Cerudda, by-pass di Marineo, è stato bloccato dall’Assessorato Territorio e Ambiente, che ritiene ineludibile una sua valutazione nell’ambito del progetto generale di ammodernamento della SS 118 e pertanto ne richiede lo stralcio dal progetto di ammodernamento della SS 121 Palermo-Agrigento, opera che ricade fra quelle previste dalla legge obiettivo e per le quali è prevista la Valutazione d’Impatto Ambientale a livello nazionale.
- Il collegamento fra Ponte Cerudda e Marineo è stato diviso in cinque lotti; la Soprintendenza e l’Azienda Foreste hanno bocciato il progetto perché interferiva con la Riserva Naturale della Ficuzza e con una ZPS, oltre che per i valori paesaggistici e archeologici in esso presenti con caratteristiche uniche per la Sicilia.
- L’ANAS, responsabile del progetto ha chiesto il nulla-osta solo per il lotto esterno alle due aree protette e per esso ha ricevuto benestare, con alcune prescrizioni. Da notare che questo tratto interferisce con la progettata pista ciclabile per cui la Provincia sta per bandire la gara al fine di recuperare il vecchio tracciato della ferrovia Palermo-Corleone. Su di esso insiste un filare di pini storici, vecchi di oltre 70 anni, e che l’ANAS vorrebbe estirpare e ripiantare.
- Esiste un’alternativa più economica e veloce al faraonico progetto che vale 250 milioni di euro, la Corleone – S. Cipirrello
- Il P.R.G. di Corleone prevede un asse di sviluppo lungo la strada suddetta, all’inizio della quale esiste già un’area artigianale.
Si avrebbe così un’opera unica che sarebbe, allo stato delle cose, sottoposta ad uno spezzatino di Valutazioni d’impatto ambientale! Un tratto esente da VIA, quattro tratti sottoposti a VIA Regionale e un tratto sottoposto a VIA Nazionale!
Una vera assurdità. Perché?


Gli ambientalisti si sono rivolti direttamente al Presidente della Regione per avere le risposte che invano attendono da mesi e preannunciano il rinnovo della richiesta all’Assessorato Territorio e Ambiente affinché ritiri in autotutela il benestare alla realizzazione del terzo lotto, per cui l’inizio dei lavori sono previsti a giorni. e alla Soprintendenza affinché metta il vincolo sui pini storici e ne impedisca lo sradicamento.
Non chiediamo la luna, ma cose che in altre regioni d’Italia si fanno senza bisogno di pressione dei cittadini, in quanto questi beni sono considerati la vera ricchezza del territorio.

Postato da: boscoinbilico a 08:35 | link | commenti (5) |

lunedì, 30 maggio 2005

Reportage fotografico della marcia contro il prolungamento della SS 118 Corleonese.

Questo è il bivio per Piana degli Albanesi, luogo di raccolta per i partecipanti.



Poi, ci si mette in marcia!



e si va...



... si va ...



... si va ...




si va ...



e stiamo quasi per arrivare... siamo proprio tanti!





All'arrivo, la maestosa Reggia accoglie la folla festante e accaldata, al riparo della sua ombra :



c'era perfino una giostra di carretti siciliani, con cavalli danzanti al ritmo di "ciuri ciuri"!!!



... ma non dimentichiamo di firmare la petizione per l'abolizione del progetto!



e alla fine, al riparo di un provvidenziale porticato, un po' di ristoro.



Così, contenti, satolli, bruciati dal sole, e desiderosi di fresco, la sirenetta e i suoi amici riprendono le loro moto (un chilometro e mezzo indietro sotto il solleone!) e se ne vanno al mare!!!!



Postato da: boscoinbilico a 08:48 | link | commenti (3) |

giovedì, 26 maggio 2005

Carla Quartarone scrive:

Paesaggio, viabilità e sviluppo nel nuovo Piano regolatore di Corleone


Il progetto che modifica la Strada Statale (SS) 118-C è in contraddizione con il Piano Regolatore Generale (Prg) del Comune di Corleone approvato nel 2003 dall’Assessorato Territorio e Ambiente. Non soltanto perché tale modifica non vi è prevista in termini di occupazione di suolo e destinazione d’uso, ma soprattutto perché contraddice l’impalcato complessivo del progetto di piano finalizzato alla valorizzazione del patrimonio culturale e storico e alla salvaguardia del paesaggio agricolo e boschivo, assunti come risorse sulle quali fondare un possibile sviluppo sociale e produttivo del territorio corleonese.
Il centro abitato di Corleone, sviluppato, a partire dall’alto Medio Evo, nei pressi di un salto di quota di un corso d’acqua (il torrente Corleone appunto), ha avuto in passato un importante ruolo di città produttiva nella trasformazione di prodotti agricoli e di centro di servizi per un vasto comprensorio rurale. In tempi più recenti, la progressiva perdita di funzioni ne ha determinato l’impoverimento, ma allo stesso tempo ha evitato modificazioni irreversibili, lasciando transitare sino a noi un ambiente dove città e campagna mantengono la propria identità e un sorprendente equilibrio tra luoghi naturali di particolare interesse anche scientifico.
Gli elementi che definiscono il paesaggio del territorio di Corleone sono costituiti “dalla morfologia naturale delle rocche emergenti, dal susseguirsi degli orizzonti collinari, dalla permanenza delle culture tradizionali nei campi aperti e nei pascoli d'altura, dai boschi, dalla discreta diffusione di manufatti rurali, ricoveri e antiche masserie, dalle tracce di insediamenti molto antichi ancora tutti da riscoprire”. Cito da un testo da me stessa pubblicato nel 1994 a commento dello Schema di Massima del Prg, allora in corso di formazione.
“I siti archeologici sulla Montagna Grande, la reggia di Ficuzza, le chiese, i conventi, le masserie, gli insediamenti rurali sono tutti beni culturali che derivano il loro maggior valore dall'essere immersi discretamente in un ambiente dove prevalgono ancora i segni della natura e quelli antropici aderiscono a questa”. Le linee guida del Piano Paesistico regionale, esitate nel ’99, hanno assunto gli stessi elementi come caratterizzanti l’unità di paesaggio detta “dei Monti Sicani”, che coincide grosso modo con il territorio storico del Corleonese.
Numerose assemblee pubbliche, conferenze di servizi, seminari e convegni organizzati durante la lunga e laboriosa redazione del Prg, avevano fatto convergere l’interesse degli stessi cittadini di Corleone verso un rilancio di attività produttive nei settori agricolo, agricolo-alimentare e del turismo culturale e di natura.
“Il Piano regolatore individua ed elenca i beni culturali diffusi naturali ed antropici, le aree da sottoporre a salvaguardia per le situazioni di rischio derivanti dalla natura dei suoli, e quelle che per qualità ambientali devono essere tutelate dal rischio di modificazioni improprie”.
Una particolare attenzione è posta nella costruzione di una normativa per le aree agricole che tenga conto delle specificità del territorio, riconoscendo tra queste quelle aree più sensibili e di particolare pregio proprio perché ancora non sostanzialmente modificate da interventi recenti. “Il Prg suddivide il territorio agricolo di Corleone in sei parti che costituiscono “unità” di paesaggio diverse per forme ed usi, e che, quindi richiedono norme di comportamento, per quanto riguarda le possibili modificazioni, tra loro differenti.
Queste sono finalizzate, per alcuni ambiti, al mantenimento delle caratteristiche colturali, ed al loro potenziamento coerente con l’obbiettivo di un rilancio sul mercato europeo di specifici prodotti (quali l’olio e il vino), e per altri - tra i quali le aree agricole del paesaggio delle rocche di Rao, comprese tra la provinciale per S. Giuseppe Jato e la SS 118-C per Palermo. - alla valorizzazione del paesaggio silvo-pastorale anche attraverso la segnalazione di percorsi panoramici e circuiti turistici ciclo-amatoriali, o equestri, sulla cui organizzazione può fondarsi l’ipotesi di recupero a fini agrituristici delle masserie storiche.”
Queste infatti, costituiscono per diffusione, localizzazione e dimensione un patrimonio (60 unità rilevate) di grande potenzialità di sviluppo della ricettività turistica. Se risanato, attrezzato e messo in rete nell’ambito di una politica attenta ai valori del territorio, possono costituire un efficace fattore di riequilibrio del maggior peso della costa e di incremento della ricettività turistica in Sicilia secondo modelli ricchi di identità e per questo fortemente concorrenziali.
In questo contesto proprio la strada statale viene individuata come linea storica di percezione e fruizione di un paesaggio suggestivo proprio perché “di solitudine”, anche per essere essa stessa testimonianza storica (ormai rara in Sicilia) di una cultura del progetto viario, affermatasi nei primi del novecento, attenta alla morfologia dei luoghi e costruttrice di paesaggio. I filari di pini (o di eucalipti per le strade provinciali) disegnano nei lunghi orizzonti delle colture estensive linee di riconoscibilità e di misura dei luoghi, le stesse che tanto apprezziamo nei ritratti del paesaggio toscano.
L’articolo 23 delle Norme d’attuazione del piano recita: “il Prg tutela la vegetazione del territorio agricolo. In particolare vuole conservare gli elementi naturali (filari di alberi lungo i confini delle strade e dei campi, gruppi di alberi isolati, boschetti) e ne vieta il taglio. Nel caso di morte di qualche elemento è necessaria la sostituzione dello stesso. Inoltre, deve essere assicurata una manutenzione continua e nei casi di degrado botanico o di malattia bisogna ricorrere ad interventi specializzati di conservazione”.
E allo stesso scopo l’art.74 sub b) (che detta regole e proposte per l’ambito agricolo in questione) dice all’ultimo capoverso:  ”Per le stesse finalità il Prg obbliga il mantenimento delle alberature isolate e dei filari, specialmente lungo i bordi stradali.”
Questa determinazione a salvare un tracciato storico, che per le sue qualità di lentezza e panoramiche costituisce una risorsa e motivo di attrazione per il visitatore colto, non ha messo in subordine nel progetto di Prg la questione della necessità di migliorare i collegamenti di Corleone con le aree di costa, problema sentito e posto come prioritario anche per superare quel sentimento di isolamento, comune alla media dei cittadini corleonesi.
Il Prg ha affrontato la questione anche in relazione a due innovazioni ritenute necessarie e proposte dallo stesso piano: la localizzazione di un’area industriale in contrada Frattina, a valle del tratto est-ovest dell’omonimo torrente, e il miglioramento dell’accessibilità al centro abitato di Corleone, reso difficile dalla recente urbanizzazione avvenuta lungo la strada detta di circonvollazione in continuità con la statale. Pertanto se da un lato il piano considera necessario migliorare l’agibilità delle due strade nord-sud che lambiscono il territorio di Corleone (la veloce Palermo-Agrigento e la Palermo Sciacca), d’altra parte suggerisce un’alternativa più efficiente alla proposta (già allora, da alcuni sostenuta) di realizzazione di un’ulteriore infrastruttura veloce in questa direzione che, accentuando la dipendenza da Palermo, non romperebbe l’isolamento di Corleone, che è isolamento dal suo stesso territorio storico.
Il Piano Regolatore propone dunque come prioritario il potenziamento della strada Corleone–San Giuseppe Jato e il prolungamento di questa fino a Partinico e all'autostrada, che ridurrebbe la distanza con l'aeroporto e la costa a circa 30' di percorrenza. A questo è affidata l’accessibilità a scala territoriale (e quindi anche alla rete autostradale) relativa alla “zona industriale e artigianale” ed anche la connessione tra questa e Corleone città.
A livello urbano, lo stesso asse consente un miglioramento del sistema di ingresso alla città.
Inoltre è stata verificata la possibilità di realizzare un collegamento trasversale con l'autostrada Palermo-Mazara ad occidente e la veloce Palermo-Agrigento ad oriente, e da qui per il Golfo di Termini Imerese. Una sorta di circonvallazione interna che porterebbe grandi benefici anche al sistema della viabilità palermitana, definendo un collegamento est-ovest senza la necessità di attraversamento dell’area metropolitana.
Queste opportunità che il piano può solo suggerire, perché diventino richieste "mirate" per programmi a scala provinciale e regionale, consentirebbero alla comunità di Corleone di mettere a frutto la sua posizione baricentrica rispetto ai luoghi strategici del turismo isolano: le aree archeologiche di Segesta, Selinunte, Agrigento e Imera, attraverso un programma di rilancio dell'economia agricola, non intensificata chimicamente, in un contesto ambientale di particolare pregio.
Ho avuto il piacere e l’onore di partecipare alla formazione del Piano regolatore di Corleone come componente, insieme all’arch. Valerio Girgenti, di un gruppo di progettazione guidato dal prof. Leonardo Urbani. Il tempo di elaborazione è stato lungo e pieno di ostacoli, come spesso avviene nei comuni siciliani, ma già dal ’94, in sintonia con l’Amministrazione, allora presieduta da Giuseppe Cipriani, attraverso numerose occasioni di assemblee cittadine, seminari e convegni e diverse pubblicazioni, sia specializzate che espressamente dirette agli abitanti, venivano resi pubblici il cospicuo apparato delle analisi conoscitive, i contenuti innovativi e le proposte progettuali del piano; che, oltretutto, si è avvalso di una approfondita conoscenza del sistema urbano e infrastrutturale del contesto territoriale di Corleone e della Sicilia Occidentale, condotte negli anni precedenti dallo stesso prof. Urbani insieme al sociologo Carlo Doglio.
Dico queste cose, con orgoglio certo, ma non per vanto. Piuttosto per meglio esprimere il sentimento di profonda inquietudine che desta, dal mio punto di vista di urbanista, il perpetrarsi di una politica di spreco delle risorse. Spreco economico, e spreco di intelligenze. Laddove a fronte di progetti di settore avanzati in forme autoritarie, avulsi da una reale programmazione, gli stessi organismi regionali ignorano le priorità definite nell’ambito della pianificazione ordinaria operante.

Palermo, 3 febbraio 2005


Carla Quartarone

Postato da: boscoinbilico a 07:09 | link | commenti (1) |

martedì, 24 maggio 2005

Dal sito dell'Associazione "Città Nuove" di Corleone:

CORLEONE - Un comitato formato da circa 40 operatori economici e turistici, imprenditori di aziende agricole e zootecniche e abitanti di Ficuzza protestano contro il progetto di ammodernamento della SS 118 Corleone-Marineo, sostenendo che "una strada nel bosco di Ficuzza e che in 18 chilometri prevede 10 viadotti, 4 cavalcavia, 4 sottovia e 3 gallerie, è uno scempio". Il comitato vuole difendere l'oasi verde, rifugio di fauna protetta, ricca di reperti archeologici, dalla minaccia dell'ammodernamento della strada. E i suoi componenti si sono rivolti ad un avvocato per mettere in mora l'Anas, chiedendo di interrompere l'iter della realizzazione.
Ma intanto il progetto va avanti e interesserà i 33 chilometri del tratto Corleone- Marineo, per un investimento di 97.899.467,22 euro. Infatti, è completo il primo dei cinque lotti in cui è divisa l'opera, che è già stato inviato alla direzione generale dell'Anas per l'approvazione definitiva. Per gli altri quattro lotti, lo scorso 7 febbraio è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il bando per la progettazione, il prossimo 10 marzo saranno esaminate le domande dei partecipanti, ed entro i quattro mesi successivi saranno consegnati i progetti esecutivi.

Il progetto complessivo prevede l'allargamento della carreggiata da 7,50 a 9,50 metri e soprattutto l'eliminazione di curve pericolose e di pendenze eccessive, la razionalizzazione degli svincoli con la viabilità minore e l'adeguamento delle barriere di sicurezza. Il tratto interessato all'intervento ha una lunghezza complessiva di circa 22 chilometri. "Per quanto riguarda il primo lotto - spiega l'ing. Antonio Marasco, dirigente dell'Anas - trattandosi di un semplice allargamento della vecchia sede stradale, non c'è impatto ambientale e a breve potrà essere appaltato. Per gli altri quattro lotti, invece, la progettazione e gli esami successivi faranno in modo di renderli compatibili col necessario rispetto dell'ambiente, previsto dalle leggi". "C'é da dice - aggiunge il tecnico - che anche i due lotti più complessi, il 2° e il 4°, lambiscono la pre-riserva, senza interessare la riserva del bosco di Ficuzza".

A sparare a zero contro il comitato è il sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi. "Adesso che Schifani ed io abbiamo iniziato il lavoro per realizzare quella che era un'aspirazione atavica, un comitato che per larga parte si rifà alla sinistra grida allo scandalo. Ma è solo un problema di gelosia", dice Nicolosi. "Il sindaco di Corleone è affetto dalla strana sindrome di vedere rosso anche ciò che rosso non è. Infatti, a chiedere ed ottenere il primo finanziamento di 50 miliardi delle vecchie lire per l'ammodernamento del tratto Corleone-Marineo della SS 118 è stato il centrosinistra, durante il governo Capodicasa, con l'obiettivo di dare una risposta concreta alla giusta rivendicazione delle popolazioni del Corleonese, che da anni chiedono un collegamento rapido e sicuro con la città di Palermo". E' stata la replica di Giuseppe Lumia, capogruppo Ds in Commissione Antimafia, e Pippo Cipriani, ex sindaco di Corleone.

"Sostenere, come fa l'attuale sindaco di Corleone, che il comitato che adesso chiede di bloccare l'opera sia espressione della sinistra, è un'affermazione falsa e inutilmente propagandistica - aggiungono Lumia e Cipriani, secondo i quali, invece, "l'obiettivo deve essere quello di ammodernare la SS 118 nel rispetto dell'ambiente, come prevedono le leggi e come dettano elementari norme di buon senso".
"Nel contempo - concludono - non bisogna rinunciare a dare al vasto territorio del Corleonese un collegamento veloce e sicuro anche con la veloce Palermo-Sciacca, con una bretella che l'intercetti nei pressi di Roccamena. Quest'opera avrebbe un tracciato di appena 15 chilometri, senza significativi impatti ambientali, e consentirebbe ai prodotti pregiati dell'agricoltura e dell'artigianato del Corleonese di raggiungere rapidamente l'intera Sicilia occidentale, l'aeroporto, il porto e l'area metropolitana di Palermo".
18.2.2004
http://www.cittanuove-corleone.it/Corleone,%20la%20strada%20delle%20polemiche.html

Postato da: boscoinbilico a 17:40 | link | commenti |

Articolo di Maurizio Barbato:

SICILIA - Ficuzza, la strada e l'isolamento
Maurizio Barbato
La Repubblica, ed. Palermo, 14/01/2005


MAURIZIO BARBATO
RIGUARDO alla strada Corleone-Marineo che tante polemiche suscita, la cosa più divertente l'ha raccontata l'economista Asmundo. In Francia sull'autostrada che attraversa il paese dal centro verso la Spagna, percorsa da Tir, traffico turistico, e tutta la massa di spostamento che possiamo immaginare da lì fino al mediterraneo spagnolo, c'era un imbuto, un piccolo paese su una cima che imbottigliava il passaggio. Perdita di tempo: tre ore. Dopo polemiche si sono decisi a costruire un viadotto, a quanto pare un'opera di ingegneria meravigliosa che vale la pena andare a vedere anche solo per il profilo estetico. Tempo di percorrenza dello stesso tratto col nuovo viadotto: mezz'ora. Spesa finale: euro 310.000.000.


IL RIFACIMENTO completo della statale 118 che collega attualmente Marineo-Corleone permetterà di risparmiare al lavo-rifiniti8-10 minuti rispetto alle attuali percorrenze (ma comunque sempre più lenta dell'alternativa attuale via San Giuseppe Iato e San Cipirello), su una tratta che l'ANAS ha giudicato, negli studi preliminari ai lavori stessi, percorsa da un traffico leggero, da un traffico che non è aumentato dal 1986, e che è assorbito in modo soddisfacente dall'attuale statale. L'opera prevede in 22 chilometri 11 viadotti, 12 cavalcavia, 2 ponti, 2 gallerie, svincoli a rotonda e oltre un milione di metri cubi di sbancamenti. Un tratto di essa penetrerebbe nel Bosco di Ficuzza, riserva ambientale. Costo stimato: euro 98.000.000, più—s'è detto— 150 milioni di variante accanto al caratteristico picco (il "dente") di Marineo per scavalcare il paese. Uguale 248 milioni. Quei dieci minuti di traffico leggero di qualche privato, dovrebbero costare dunque alla collettività più di tre quarti del viadotto francese che connette il centro d'Europa al mediterraneo spagnolo.

Queste notizie, e molte altre, si sono apprese al seminario a più voci di esperti (economisti, esperti di agricoltura, architetti) e ambientalisti, tenuto all'Istituto Gramsci, sul progetto di rifacimento della Corleone-Marineo.
Solo vedere il panorama virtuale del Bosco e della Rocca Busambra, nelle costruzioni fotografiche mostrate dall'esponente del WWF stringeva il cuore. Ma non c'è bisogno di essere ambientalisti per interrogarsi sul perché di un'opera tanto inutile e distruttiva: assurda addirittura in un paesaggio che vale tanto esteticamente, e con le tante alternative che potrebbero trovarsi.
Il progetto, bocciato in gran parte dalla forestale e dalla Sovrintendenza, è sostenuto fortemente da un importante senatore di Forza Italia, Schifani, e dal sindaco di Corleone, Nicolosi. Nei discorsi di quest'ultimo si trovano le ragioni del sostegno. Egli parla di sviluppo, ma soprattutto usa una parola magica, che capta il senso del progetto di strada: "isolamento". La strada dovrebbe essere fatta per rompere l'isolamento di Corleone. Il senso intelligibile è che l'isolamento, cioè l'essere appartati, l'essere esclusi dalla corrente dal traffico più veloce, l'essere in una condizione di quiete e di lentezza non sia una risorsa per Corleone ma sia un danno allo sviluppo. Posto che una strada più veloce di per se stessa non produce sviluppo, si capisce allora che Corleone è attesa da uno viluppo di un certo tipo che richiede veloci collegamenti. Quasi che Corleone avesse da esportare tondini di ferro a tutto il mondo o che la sua prospettiva possa essere questa. Ma non è così e nessuno può pensarlo, nemmeno Nicolosi. Quella parola insistita- isolamento - allora deve avere altri scopi. Azzardiamo: per scopi psicologici.

Al contrario è la lentezza, argomentava l'architetto Quartarone, collaboratrice dell'ultimo piano regolatore di Corleone. E l'architetto ha mostrato una mappa con le zone di rilievo naturalistico: in esso una striscia verde che sale dal Bosco di Ficuzza e si collega al centro del paese. «Qui — ha detto — è prevista una stanzialità in area produttiva». Cioè un afflusso di quel turismo particolare che ama stare in luoghi dove si fa agricoltura e si può andare al mare. Quei turisti non spendaccioni né volgari, che non amano gli alberghi a cinque stelle ma non si vogliono infognare negli alberghi cloaca sulle coste. E la strada correrà, se verrà fatta, proprio su quella striscia verde destinata a "stanzialità in realtà produttività".
Cioè come se si pensasse di farla correre con i suoi ponti viadotti e gallerie nel "Chiantishire", nel Trentino, nel "Ragusashire" per venire in Sicilia, nelle Madonie sopra Cefalù, forse tra poco nei Nebrodi. Insomma se lo sviluppo di Corleone, e di zone simili, è come dicono tutti, diventare il "Corleoneshire", con la sua ricotta migliore del mondoe il vino e il grano, accanto le cui fattorie vengano i turisti di qualità, con lariserva del re Borbone di Ficuzza a un pugno di chilometri, col mare a un tiro di schioppo, come può venire l'idea di "rompere l'isolamento". Non è che una straada sola distrugge questo futuro. Ma perché si pensa giusto all'inutile strada?
Perché si vuole rompere "l'isolamento"?
Purtroppo la parola di Nicolosi, "isolamento", lo faccia apposta o sia involontaria, intercetta uno spirito e un umore che noi siciliani conosciamo benissimo in noi. Sul quale si è spesa la sociologia e tanta letteratura. Per chissà quali e quante ragioni, alcune sicuramente validissime, noi siciliani non siamo capaci di amare la no-stracomunità. Ne vogliamo fuggire. Perciò non siamo proprio in grado di valorizzare nulla di quello che appartiene alla nostra comunità: se pensiamo a sviluppo, pensiamo in realtà a una cosa: evasione. Ad un ristoro che ci ridia il respiro che la nostra comunità ci toglie. Se siamo di Corleone ripiace pensarci a Termini o a Punta Raisi, pronti al salto per mare o via area. E quindi ci sentiamo lusingati dalla possibilitàdi andarci direttamente, perché così è come se ci fossimo già. Per cui quando Nicolosi chiama populisticamente sviluppo una strada, come avrebbe potuto fare Danilo Dolci negli anni Quaranta, noi non saltiamo sulla sedia.

MAURIZIO BARBATO http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=9381

Postato da: boscoinbilico a 17:37 | link | commenti (2) |

L'opinione di Dino Paternostro:

L’idea di intitolare ai politici che le hanno inventate le opere pubbliche inutili della Sicilia, come scrive il prof. Mario Centorrino su “La Repubblica” di Palermo del 18 febbraio, è un’utile provocazione che non può non trovarci d’accordo. Si tratta di metterci d’accordo, però, sulle opere pubbliche inutili. Una di esse, come ha sottolineato Enrico Del Mercato sullo stesso giornale, è sicuramente il sottovia di Bolognetta, costato circa 6 miliardi e che adesso nessuno vuole collaudare, perché pericoloso. Ma anche inutile, perché il traffico del bivio di Bolognetta non è stato mai tale da giustificare quest’opera faraonica, che nessuno ha mai voluto, tranne quel coacervo di forze, dedite agli affari (la cattiva politica e la mafia, in primo luogo).
Secondo Centorrino, però, è inutile anche l’ammodernamento della SS 118 Corleone-Marineo, che lui vorrebbe chiamare “Schifa”, in omaggio al senatore Renato Schifani, capogruppo di Forza Italia, che se l’è intestata. Ma su questo dissentiamo con forza. L’idea di collegare velocemente e in maniera sicura la vasta zona interna del Corleonese con Palermo e la sua area metropolitana, col porto, con l’aeroporto e con l’intera Sicilia occidentale è una speranza antica delle popolazioni che qui abitano. Vi sono documenti della seconda metà dell’Ottocento e della fine degli anni Quaranta da dove questa speranza-volontà viene fuori con nettezza ed in maniera argomentata. A più riprese, sulla promessa di una simile arteria stradale hanno costruito le loro fortune elettorali personaggi come il ministro democristiano Giovanni Gioia e il deputato Franz Gorgone, che l’on. Nicolò Nicolosi, attuale sindaco polista di Corleone, conosce molto bene.
Un passo avanti concreto in questa direzione è stato fatto alla fine degli anni Novanta, su suggerimento dell’on. Giuseppe Lumia e del sindaco dell’epoca Pippo Cipriani, con l’inserimento nell’accordo di programma tra la Regione siciliana, allora guidata da Angelo Capodicasa, e l’Anas dei primi 50 miliardi delle vecchie lire per ammodernare il tratto Corleone-Marineo della SS 118. L’anno scorso il progetto è stato ripreso dal senatore Renato Schifani e l’Anas ha avviato la progettazione, in base ad una disponibilità finanziaria di quasi 100 milioni di euro.
“La Repubblica” del 18 febbraio ha dato notizia di un comitato che dice “no” a quella che chiama “la strada dello scempio”, che, con i suoi 10 viadotti, 4 cavalcavia, 4 sottovia e 3 gallerie, a suo avviso verrebbe a deturpare un’area naturalistica di rilievo, costituita dalla riserva naturale del Bosco di Ficuzza. I Verdi e tutti coloro i quali si richiamano ai valori dell’ambiente hanno sicuramente dei grandissimi meriti storici. Le loro battaglie hanno sensibilizzato tanta parte dell’opinione pubblica, permeando anche le forze politiche e sociali. Ma il furore ambientalista non serve a nessuno. Meno che mai allo sviluppo di una zona interna come quella del Corleonese, da sempre tagliata fuori da tutti i grandi sistemi viari, che sembrano essere stati progettati apposta per escluderla. Semmai, nel caso specifico, occorre vigilare non per impedire che l’ammodernamento si faccia, ma per fare in modo – con gli opportuni accorgimenti, che l’ing. Antonio Marasco, dirigente dell’Anas, assicura ci saranno - che sia rispettoso dell’ambiente.
Come al solito, però, il sindaco Nicolosi non perde l’occasione per attaccare strumentalmente i suoi avversari, insinuando che il “comitato per larga parte si rifà alla sinistra”. Un metodo stalinista, che a parole i polisti condannano, ma che nella pratica usano più e meglio di coloro che definiscono “i comunisti”. Pensare che il comitato, le cui opinioni anche se non si condividono meritano rispetto, possa essere il “cavallo di Troia” della sinistra costituisce un’offesa per tutti i suoi componenti, che sono donne ed uomini liberi, responsabili delle proprie opinioni. Pensare che la sinistra abbia la necessità di mascherarsi dietro un comitato è altrettanto offensivo nei confronti di persone che hanno sempre dimostrato di sapersi assumere la responsabilità delle proprie azioni. E questo Nicolosi lo sa benissimo, ma preferisce continuare a mentire perché questo è un mestiere che gli riesce meglio.
L’ammodernamento della SS 118 è necessario che si faccia per ridurre l’isolamento della zona del Corleonese. Ma è altrettanto necessario che questo non deturpi la riserva naturale del bosco di Ficuzza. Al riguardo, vi sono le leggi che lo impediscono, ma non è male che vi sia anche un’attenta vigilanza da parte dell’opinione pubblica.
Comunque, non basterà ammodernare la SS 118 per far uscire definitivamente dall’isolamento la zona del Corleonese. Questa è una strada utile per la mobilità delle persone, che, per ragioni di lavoro, di studio o di svago, hanno la necessità di recarsi spesso a Palermo e viceversa. Per lo sviluppo economico e commerciale dell’intera area è necessario, invece, che si realizzi una bretella di collegamento tra il Corleonese e la veloce Palermo-Sciacca, nel tratto tra Corleone e Roccamena. Si tratterebbe di una tracciato di circa 15 chilometri, in una zona senza grandi sbalzi altimetri e con un impatto ambientale molto ridotto. Infatti, i prodotti pregiati della nostra agricoltura e del nostro artigianato hanno bisogno di poter raggiungere velocemente ed in tutta sicurezza l’aeroporto e l’area metropolitana di Palermo e i porti della Sicilia occidentale. Solo così potranno stabilmente conquistare i mercati euro-mediterranei, che attualmente restano preclusi.
Perché non ragionare anche su questo, partendo dalla disponibilità di circa 40 miliardi delle vecchie lire della Provincia, che derivano dal vecchio progetto Corleone-mare? Professore Centorrino, lei che ne pensa?


Dino Paternostro - 19/02/04
cittanuove@libero.it da http://www.ficuzza.it/articolo4.html

Postato da: boscoinbilico a 17:34 | link | commenti |

Cosa scrive Antonella Romano:

Strada contesa nella riserva di Ficuzza
ANTONELLA ROMANO
La Repubblica, ed. Palermo 13/01/2005

Scontro a distanza tra gli ambientalisti e il sindaco di Corleone
La strada nel bosco di Ficuzza "Pure l’Anas dice che è inutile"

UNA COLATA di cemento e di asfalto per cancellare l'antica strada che attraversala riserva di Ficuzza e costruirne una nuova con 11 viadotti volanti e 12 cavalcavia che passano sul bosco e stravolgono il paesaggio. Tutto questo per cosa? Per far guadagnare in tutto 10 minuti di tempo agli automobilisti che attraversano la Palermo-Marineo-Corleone, spendendo 98 milioni di euro. Il terzo lotto dell'opera, l'unico finora approvato su cinque, prevede anche il sacrificio del filare di pini domestici secolari che scorre lungo la strada, di cui sarà chiesto il vincolo alla Soprintendenza. «È un'opera inutile, che non crea sviluppo ma solo sperpero di denaro»: con diverse considerazioni di ordine economico, paesaggistico e culturale il fronte degli ambientalisti, il forum "Salvare Ficuzza" e i Ds, hanno ribadito ieri il loro forte no al progetto dell'Anas, sostenuto politicamente da Forza ltalia, di realizzare l'adeguamento della SS 118 "Corleonese Agrigentina" per 22 chilometri.
E mentre dalla sala dell'istituto Granisci— che ha dato spazio alla protesta con un seminario organizzato assieme all'Università—venivano proiettate le immagini virtuali dello «scempio», si è aperto un duello a distanza con il comitato pro-strada, rappresentato dal senatore Renato Schifani e dal sindaco di Corleone Nicolo Nicolosi, su ambiente, sviluppo e lotta alla mafia.
Intervenendo all'inaugurazione della Nuova Pretura di Corleone, Schifani ha commentato: «Oggi vince lo Stato. Su più fronti ci stiamo impegnando per la rinascita di questo paese, uno di questi è la nuova strada di collegamento Marineo-Corleone. La mafia si combatte con servizi sempre più moderni che possono favorire lo sviluppo del territorio». «Chi sostiene che la costruzione della strada porterà sviluppo si sbaglia», replicava intanto, dall'altra sponda, Giovanni Rosciglione del "Granisci". E Antonio Palmieri, Wwf Sicilia: «Noi pensiamo che lo sviluppo non si ottiene facendo strade dove le strade già ci sono. Se distruggiamo il patrimonio ambientale distruggiamo lo sviluppo di questi luoghi».
Una strada«inutile» secondo il Wwf, che ha portato le motivazioni dell'Anas: «Gli stessi tecnici dicono che dal 1986 al 1995 non c'è stato incremento di traffico e che la strada progettata soddisfa ampiamente la domanda di traffico». Emilio Arcuri del Forum "Salviamo Ficuzza" ha dimostrato che, anche con i 10 minuti in meno, sarà sempre più conveniente il collegamento con Corleone attraverso la strada per Sciacca e San Cipirello. Bocciatura anche da parte di Giuseppe Barbera, professore di Colture arboree: «La strada entra nel bosco e solo per questo deve essere vietata». Al seminario anche le valutazioni dell'urbanista Carla Quartarone e dell'economista Adam Asmundo: «Queste opere —ha detto — non producono effetti per lo sviluppo economico ma solo una distribuzione di appalti e una crescita addizionale. L'opera non risolve il nodo del passaggio dentro Marineo».

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domenica, 22 maggio 2005

Un'iniziativa del Forum Salviamo Ficuzza

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L'articolo di Roberto Tagliavia:

Cosa nasconde
la SS118 Corleone Marineo?


di Roberto Tagliavia

Il recente annunzio, dato dagli on.li Nicolosi (Sindaco di Corleone) e Schifani (capogruppo di F.I. alla Camera), relativo al finanziamento del riadattamento della strada di collegamento Corleone-Marineo per una cifra pari a 100 milioni di euro suscita stupore e inquietudine.
Già trenta anni fa la necessità di un collegamento veloce tra Corleone e Palermo fu presentata dall'on. Gioia (DC) come la motivazione principale per disegnare un asse stradale che, passando per Marineo o addirittura per Piana (progetto successivo), avrebbe sconvolto aree di indubbio pregio ambientale. Erano altri tempi e prevaleva una idea "Palermocentrica", di una metropoli al centro di una raggiera di collegamenti mirati con importanti comuni della provincia. La conseguenza è stata la congestione nella e sulla città di un traffico veicolare che spesso non avrebbe alcun motivo di passare per la conca d'oro.
Oggi l'esistenza di grandi assi da e per Palermo (la Palermo-Catania e Messina, la Palermo-Mazara, la Palermo-Agrigento e, soprattutto, la Palermo-Sciacca) hanno risolto alcuni dei problemi presenti quaranta anni fa e rendono possibili altre soluzioni, più economiche e utili per la integrazione della provincia.
Per andare rapidamente da Corleone a Palermo basta adeguare il tratto di strada che da Corleone va ad intercettare la Palermo-Sciacca tra Roccamena e San Cipirrello: è un tratto breve, in una zona con minori squilibri altimetrici e ha il merito di proseguire un adeguamento del collegamento tra i comuni del corleonese già operato da tempo in direzione della Palermo Agrigento verso Lercara.

Questo asse stradale disegna una lunga arteria, tutta interna alla zona agricola e collinare della provincia di Palermo capace di intercettare, al massimo della sua estensione, dalla Pa-Ct alla Pa-Mazara, oltre alla Pa-Ag e alla Pa-Sciacca.
Quel breve tratto da Corleone alla Pa-Sciacca è dunque un tratto suscettibile di completare una opera grandiosa, utile all'interno della provincia di Palermo, e che appare indispensabile integrare anche con l'adeguamento del tratto che collega la Palermo-Sciacca (svincolo di San Cipirrello) con Partinico e con l'autostrada per Punta Raisi o Mazara.
Un collegamento diretto, dunque, con l'aeroporto di Punta Raisi bypassando la congestione del traffico palermitano; una diretta che partendo fin dalla Valle del Torto, attraverso il corleonese e l'Alto-Belice, arriva su Partinico, zona a vocazione agroindustriale, naturale collo d'imbuto delle zone agricole sia della provincia di Palermo che di parte di quella trapanese.
Non si capisce invece quale beneficio possa nascere dal finanziamento di un'opera costosa tra Corleone e Marineo (?!) quando i fondi disponibili potrebbero essere riversati su questo significativo asse agricolo, o almeno sul segmento tra Corleone-SanCipirrello-Partinico, integrando quelli già esistenti ma insufficienti.

Anni fa, prima come responsabile di zona del PCI nel corleonese, poi come componente della segreteria provinciale mi sono battuto per questo progetto e il PCI legò a quell'idea l'insediamento di un'importante area artigianale a San Cipirrello, punto cruciale e d'incontro fra la Corleone-Partinico e la Palermo-Sciacca, destinato a diventare per la sua posizione una zona d'indubbio sviluppo e attrazione anche per aziende artigiane provenienti dalla città.
Questi progetti erano tanto validi che divennero parte del programma della giunta provinciale Di Benedetto (con la presenza del PCI) e dei progetti Sirap. Successivamente, come consigliere provinciale, purtroppo mi toccò votare per la revoca del finanziamento della Corleone-Partinico, che si era impantanato nella vicenda relativa all'appalto costato la vita a uno dei fratelli Ranieri. Così pure, come componente del gabinetto Parisi (assessore per l'artigianato del governo Campione), mi toccò registrare il congelamento dell'area artigianale di San Cipirrello incappata, insieme ad altre, nella fallimentare gestione della SIRAP: due esempi di come ottime idee possano essere bruciate da volontà speculative.
Oggi, il riapparire di questo strampalato progetto Corleone Marineo mi fa pensare che dietro quegli esisti negativi forse vi era la pervicace volontà di bloccare ogni progetto che non fosse quello previsto dall'on. Gioia e oggi ripescato da Nicolosi e Schifani: …ma queste potrebbero essere solo ubbie di fantapolitica!

Ciò che resta è l'assurdità di voler trasformare un collegamento, oggi più che funzionale, in un grande asse per sostenere un traffico che non c'è e che allontana, invece di avvicinare, Corleone alla città di Palermo; né, per altro, si comprende per quali ragioni il percorso per il reperimento delle risorse necessarie alla progettazione della Corleone-Marineo debba essere stato "silenzioso", secondo quanto dichiarato dallo stesso on. Schifani; perché si sia voluto scegliere una via riservata per arrivare a presentare un "fatto compiuto" (?!) in una materia che non riguarda solo i corleonesi ma che è un interesse collettivo e primario di tutti i cittadini della Provincia di Palermo.
Si dice che una tale opera serve a valorizzare lo sviluppo turistico e commerciale della zona. Allora comprendiamo tutto!
Questa strada Corleone Marineo in realtà servirà a facilitare la penetrazione di un'area di altissimo valore naturalistico, la valle dello Scanzano e il Bosco di Ficuzza con la magnifica quinta della Rocca Busambra.
E' difficile capire perché la bella strada che oggi lambisce Ficuzza, punteggiata da filari di cipressi, tra i pascoli e le estensioni di coltivazioni di grano, debba essere sostituita da una superstrada se non in vista di una urbanizzazione incontenibile dell'intero pianoro tra Piana degli Albanesi, Ficuzza e Marineo. E' facile immaginare, invece, le colate di cemento, i villini e i devastanti insediamenti commerciali che seguiranno l'ampliamento della strada come abbiamo già visto sorgere, in prossimità di Bolognetta, sulla Palermo-Agrigento.

Se si parla di turismo, proprio le caratteristiche della zona chiedono invece che si mantengano strade a lenta percorrenza, come sanno bene in Toscana o in Trentino dove il tracking e i soggiorni agroturistici trovano la loro prima ragione di successo nel rispetto dei luoghi e della dimensione naturale, lontani dal traffico e dalla fretta.
Quella zona ha semmai bisogno di essere animata per forme di turismo di qualità e convegnistica capaci di apportare risorse ad attività agricole che, da quelle, possono ricevere un incentivo al loro ulteriore miglioramento.
Servono, dunque, strade a lenta percorrenza in prossimità di Ficuzza e strade veloci, invece, per collegare Corleone a Palermo, a Partinico e a Punta Raisi, attraverso lo snodo di San Cipirrello, creando un asse attrezzato utile alle attività agroindustriali e artigianali dell'Alto Belice: questi devono essere i due capisaldi di una politica della spesa di risorse limitate, che devono essere semmai concentrate per favorire sviluppo e non devastazione ambientale e speculazione edilizia.
Colpisce il fatto che lo stesso vicepresidente della Provincia Colca e l'assessore Cangemi abbiano sentito di dover ricordare che la Provincia è intestataria di un finanziamento, insufficiente, proprio per l'adeguamento della Partinico-Corleone. Un bell'esempio di conflitto d'interessi e di mancanza di programmazione!

Palermo 11 luglio 2003
Roberto Tagliavia
componente della Direzione Regionale DS

Postato da: boscoinbilico a 08:45 | link | commenti (2) |

IL WWF e la marcia per Ficuzza

Contro il progetto della S.S. 118 fra Bolognetta e Corleone per uno sviluppo sostenibile del territorio di Ficuzza


Una marcia per dire NO al faraonico progetto di adeguamento della strada: un progetto INUTILE, perché già oggi esistono alternative più rapide per collegare Corleone a Palermo, DANNOSO perché sconvolgerebbe uno dei paesaggi più belli e ricchi di storia della nostra isola. Tanto dannoso che 4 dei 5 lotti in cui è suddiviso sono stati bocciati da Azienda Foreste e Sovrintendenza. Anziché rivedere tutto il progetto l’ANAS è pronta ad iniziare i lavori del lotto 3 con un viadotto di 100 metri e il taglio di un filare di pini storici.
Ancora più devastante sarebbe realizzare il by-pass di Marineo, 150 milioni di euro per 7,7 km di viadotti e gallerie attraverso importanti zone di interesse archeologico e paesaggistico.
La MARCIA avrà inizio alle ore 10 dall’incrocio con la SP 5 che porta a Piana degli Albanesi e terminerà al borgo di Ficuzza: un percorso di circa 1,5 km.


Riportiamo il testo che riepiloga i numerosi documenti prodotti e inviati alle diverse autorità interessate al problema.



Perché siamo contrari al progetto ANAS Bolognetta- Corleone.
Cosa proponiamo.

I Fatti


Ci sono due modi per raggiungere Corleone da Palermo: o via Bolognetta-Marineo passando per il Bosco della Ficuzza, o via S.Cipirello utilizzando la SS 624 Palermo-Sciacca.
La distanza è pressocchè la stessa, 60 km circa; i tempi sono leggermente diversi: 42 minuti via S.Cipirello, 58 via Ficuzza. Questi dati sono contenuti in una perizia giurata redatta dal prof. Fatta dell’Università di Palermo.

L’ANAS nel 2003 ha presentato un progetto di adeguamento della Marineo-Ficuzza-Corleone.
Costo dell’opera: 200 miliardi di vecchie lire. Risparmio di tempo previsto: 8 minuti, cioè 25 miliardi a minuto.
Questo progetto, che prevede 12 cavalcavia, 11 viadotti, 2 gallerie e 2 ponti, è stato bocciato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e dall’Azienda Foreste Demaniali, ente gestore della riserva “Bosco di Ficuzza”.
O meglio, 4 su 5 dei lotti in cui è articolato l’intero progetto, della lunghezza di 22 km, sono stati bocciati.
La Soprintendenza infatti, dopo un lungo tira e molla, ha inspiegabilmente approvato il lotto 3, lungo 5,5 km, che ricade fuori dalla riserva, e che prevede l’abbattimento di un filare di pini di valore storico, e la costruzione di un viadotto di 100 m.

Nel frattempo l’ANAS, nonostante le prese di posizione di ambientalisti, cittadini ed esponenti del mondo accademico e scientifico, non contenta del progetto faraonico già bocciato per 4/5, ha presentato un nuovo progetto riguardante il by-pass di Marineo, che nel tratto Bolognetta-Marineo prevede 2 viadotti, 3 ponti, 5 gallerie per ben 5 km sui 7,7 dell’intero progetto. Il tutto costerà circa 300 miliardi di vecchie lire.


Perché siamo contrari


1. Perché il progetto ANAS comprometterebbe uno dei paesaggi e dei boschi più straordinari della Sicilia. L’ANAS sostiene che la statale Corleone-Marineo va adeguata alle normative europee in base al D.M. 5/11/2001; dimentica però di dire che con un successivo decreto del 22/4/2004 viene precisato che l’adeguamento va fatto solo per le nuove strade e “nel rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici”.
2. Che il bosco della Ficuzza e le campagne circostanti abbiano un valore “speciale” non lo dicono solo gli ambientalisti: l’Assemblea Regionale Siciliana ha voluto nel 1991 che il bosco della Ficuzza diventasse riserva naturale. Anche l’Unione Europea ha ritenuto quest’area di staordinario e rilevante interesse scientifico inserendola nell’elenco dei “Siti di Importanza Comunitaria” (SIC) ai sensi della Dir. Habitat 92/43/CEE e delle Zone di Protezione Speciale (ZPS) ai sensi della Dir. Uccelli 79/409/CEE. Dal parere della Sprintendenza sul progetto ANAS (06/08/03) in particolare si legge: “(…) i crinali montani e collinari, le cime isolate, le selle e le aree limitrofe, le aste fluviali possono considerarsi insieme alle emrgenze naturalistiche, archeologiche e ai centri urbanizzati le componenti essenziali del paesaggio percettivo, costituendo quindi un punto di riferimento visivo costante per chi si trova a percorrere le strade del comprensorio interessato, anche da punti di vista posti a grande distanza.”
3. Se l’unica possibilità di collegamento tra Corleone e Palermo fosse attraverso il Bosco di Ficuzza, si porrebbe un problema di difficile soluzione: come raggiungere Corleone velocemente senza danneggiare bosco e paesaggio? Fortunatamente, ci sono altre possibilità di collegamento rapido tra le due città. Già ora, per raggiungere Corleone via S. Cipirello, si impiega meno tempo (42 minuti contro i 50 che si impiegherebbero a progetto ANAS ultimato), senza contare che a progetto realizzato il paesaggio e il Bosco di Ficuzza, così come li abbiamo conosciuti finora, non ci sarebbero più.


Cosa proponiamo


1. Che non inizino i lavori del lotto 3. Che senso ha dare il via ai lavori di un lotto dopo la bocciatura di Soprintendenza e Azienda Foreste degli altri 4? Sarebbe come iniziare la costruzione di un palazzo di 5 piani dal terzo, essendo stati bocciati i progetti dei restanti 4. L’ANAS vuole forse realizzare un’incompiuta annunciata, o – peggio - spera che, realizzato il lotto 3, Azienda Foreste e Soprintendenza ammorbidiscano le loro posizioni sul resto del progetto?
2. Che si prenda atto che non gli ambientalisti, ma gli enti preposti alla tutela e le leggi vigenti regionali ed europee non consentono che nelle parti in cui la SS 118 attraversa aree vincolate questa possa divenire una strada rapida di collegamento. Su questi tratti al contrario possono essere effettuati solo limitati, parziali, lavori di manutenzione, senza né allargamenti né abbattimenti di alberi così come hanno detto Soprintendenza e Forestale, in modo che rimanga un’arteria al servizio della riserva come “strada di paesaggio”.
3. Che i 200 miliardi di vecchie lire stanziati per sfregiare la Riserva siano piuttosto utilizzati per ammodernare la S.Cipirello – Corleone, cosa che consentirebbe di ridurne ulteriormente i tempi di percorrenza già oggi più brevi (42 minuti contro 50) di quelli previsti dal progetto ANAS. Non si farebbe altro che attuare le previsioni già contenute nel PRG di Corleone, approvato appena due anni fa, che indicano nella Corleone-S.Cipirello e nella Corleone-Roccamena i principali assi di collegamento tra la città e Palermo, l’aeroporto, l’agrigentino etc…
4. Che si realizzi una circonvallazione di Marineo, ma non certo il faraonico “by-pass” tra Bolognetta e Marineo progettato dall’ANAS, costosissimo (150 milioni di euro per 7,7 km) e di forte impatto sul paesaggio.
5. Che si renda fruibile la R.N.O. di Ficuzza dotandola di segnaletica per sentieri pedonali, piste ciclabili e ippovie; potenziando l’agriturismo come previsto nella legge istitutiva della riserva, sviluppando l’agricoltura biologica e quella a basso impatto ambientale, e facendo diventare la riserva, e il borgo di Ficuzza uno dei poli del turismo naturalistico siciliano, come avvenuto per lo Zingaro (150.000 visitatori all’anno), per Vendicari (100.000) o per l’Isola dei Conigli a Lampedusa (180.000).


Forum Ficuzza:: WWF – Legambiente – LIPU – CAI – Italia Nostra - LAV – Palma Nana - SiciliAntica
Adesioni: Agesci Conca D’Oro – Agesci Zona Eleuterio – Amici della Terra - A.N.D.A. - Arci – Artemisia - Ass. Cult. Hombre – Ass.Cult.Palazzo Cutò-Ass. Cult. Piana dei Colli – Auser reg. - Centro Doc. “Peppino Impastato” - Centro studi Pio La Torre” – CGIL regionale - CIA – CNCA - Comunisti Italiani Fed. Prov. - DS Fed. Prov. - DS Libertà – DS S.Lorenzo - Emily – F.A.I. – Giona per la Terra - G.R.E. – Gruppo S.P.A.R.O. - Italia dei Valori – La Comune Marineo - Lilliput – L.Civica Monreale-Margherita Regionale - Mezzocielo - Mirto Verde - Movimento Difesa dei Cittadini – Partito Umanista – Palermo in Bicicletta - Primavera Siciliana - Rifondazione Comunista - Salvare Palermo – Scuola di formazione “G. Falcone” - SDI - Sicilia 2010 - Sinistra Ecologista – Socialismo e Libertà - Verdi .

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