Bosco della Ficuzza - Un bosco da salvaguardare

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martedì, 24 maggio 2005

L'opinione di Dino Paternostro:

L’idea di intitolare ai politici che le hanno inventate le opere pubbliche inutili della Sicilia, come scrive il prof. Mario Centorrino su “La Repubblica” di Palermo del 18 febbraio, è un’utile provocazione che non può non trovarci d’accordo. Si tratta di metterci d’accordo, però, sulle opere pubbliche inutili. Una di esse, come ha sottolineato Enrico Del Mercato sullo stesso giornale, è sicuramente il sottovia di Bolognetta, costato circa 6 miliardi e che adesso nessuno vuole collaudare, perché pericoloso. Ma anche inutile, perché il traffico del bivio di Bolognetta non è stato mai tale da giustificare quest’opera faraonica, che nessuno ha mai voluto, tranne quel coacervo di forze, dedite agli affari (la cattiva politica e la mafia, in primo luogo).
Secondo Centorrino, però, è inutile anche l’ammodernamento della SS 118 Corleone-Marineo, che lui vorrebbe chiamare “Schifa”, in omaggio al senatore Renato Schifani, capogruppo di Forza Italia, che se l’è intestata. Ma su questo dissentiamo con forza. L’idea di collegare velocemente e in maniera sicura la vasta zona interna del Corleonese con Palermo e la sua area metropolitana, col porto, con l’aeroporto e con l’intera Sicilia occidentale è una speranza antica delle popolazioni che qui abitano. Vi sono documenti della seconda metà dell’Ottocento e della fine degli anni Quaranta da dove questa speranza-volontà viene fuori con nettezza ed in maniera argomentata. A più riprese, sulla promessa di una simile arteria stradale hanno costruito le loro fortune elettorali personaggi come il ministro democristiano Giovanni Gioia e il deputato Franz Gorgone, che l’on. Nicolò Nicolosi, attuale sindaco polista di Corleone, conosce molto bene.
Un passo avanti concreto in questa direzione è stato fatto alla fine degli anni Novanta, su suggerimento dell’on. Giuseppe Lumia e del sindaco dell’epoca Pippo Cipriani, con l’inserimento nell’accordo di programma tra la Regione siciliana, allora guidata da Angelo Capodicasa, e l’Anas dei primi 50 miliardi delle vecchie lire per ammodernare il tratto Corleone-Marineo della SS 118. L’anno scorso il progetto è stato ripreso dal senatore Renato Schifani e l’Anas ha avviato la progettazione, in base ad una disponibilità finanziaria di quasi 100 milioni di euro.
“La Repubblica” del 18 febbraio ha dato notizia di un comitato che dice “no” a quella che chiama “la strada dello scempio”, che, con i suoi 10 viadotti, 4 cavalcavia, 4 sottovia e 3 gallerie, a suo avviso verrebbe a deturpare un’area naturalistica di rilievo, costituita dalla riserva naturale del Bosco di Ficuzza. I Verdi e tutti coloro i quali si richiamano ai valori dell’ambiente hanno sicuramente dei grandissimi meriti storici. Le loro battaglie hanno sensibilizzato tanta parte dell’opinione pubblica, permeando anche le forze politiche e sociali. Ma il furore ambientalista non serve a nessuno. Meno che mai allo sviluppo di una zona interna come quella del Corleonese, da sempre tagliata fuori da tutti i grandi sistemi viari, che sembrano essere stati progettati apposta per escluderla. Semmai, nel caso specifico, occorre vigilare non per impedire che l’ammodernamento si faccia, ma per fare in modo – con gli opportuni accorgimenti, che l’ing. Antonio Marasco, dirigente dell’Anas, assicura ci saranno - che sia rispettoso dell’ambiente.
Come al solito, però, il sindaco Nicolosi non perde l’occasione per attaccare strumentalmente i suoi avversari, insinuando che il “comitato per larga parte si rifà alla sinistra”. Un metodo stalinista, che a parole i polisti condannano, ma che nella pratica usano più e meglio di coloro che definiscono “i comunisti”. Pensare che il comitato, le cui opinioni anche se non si condividono meritano rispetto, possa essere il “cavallo di Troia” della sinistra costituisce un’offesa per tutti i suoi componenti, che sono donne ed uomini liberi, responsabili delle proprie opinioni. Pensare che la sinistra abbia la necessità di mascherarsi dietro un comitato è altrettanto offensivo nei confronti di persone che hanno sempre dimostrato di sapersi assumere la responsabilità delle proprie azioni. E questo Nicolosi lo sa benissimo, ma preferisce continuare a mentire perché questo è un mestiere che gli riesce meglio.
L’ammodernamento della SS 118 è necessario che si faccia per ridurre l’isolamento della zona del Corleonese. Ma è altrettanto necessario che questo non deturpi la riserva naturale del bosco di Ficuzza. Al riguardo, vi sono le leggi che lo impediscono, ma non è male che vi sia anche un’attenta vigilanza da parte dell’opinione pubblica.
Comunque, non basterà ammodernare la SS 118 per far uscire definitivamente dall’isolamento la zona del Corleonese. Questa è una strada utile per la mobilità delle persone, che, per ragioni di lavoro, di studio o di svago, hanno la necessità di recarsi spesso a Palermo e viceversa. Per lo sviluppo economico e commerciale dell’intera area è necessario, invece, che si realizzi una bretella di collegamento tra il Corleonese e la veloce Palermo-Sciacca, nel tratto tra Corleone e Roccamena. Si tratterebbe di una tracciato di circa 15 chilometri, in una zona senza grandi sbalzi altimetri e con un impatto ambientale molto ridotto. Infatti, i prodotti pregiati della nostra agricoltura e del nostro artigianato hanno bisogno di poter raggiungere velocemente ed in tutta sicurezza l’aeroporto e l’area metropolitana di Palermo e i porti della Sicilia occidentale. Solo così potranno stabilmente conquistare i mercati euro-mediterranei, che attualmente restano preclusi.
Perché non ragionare anche su questo, partendo dalla disponibilità di circa 40 miliardi delle vecchie lire della Provincia, che derivano dal vecchio progetto Corleone-mare? Professore Centorrino, lei che ne pensa?


Dino Paternostro - 19/02/04
cittanuove@libero.it da http://www.ficuzza.it/articolo4.html

Postato da: boscoinbilico a 17:34 | link | commenti |


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